Moda: il mercato cinese e le opportunità per le PMI italiane

Oggi vogliamo fare il punto sul  mercato del fashion in Cina e delle opportunità che offre alla piccola e media impresa italiana. Ne parliamo con Daniele Fraboschi – Managing Director di Eastnow  - società di Hong Kong con un’esperienza pluriennale del mercato cinese e agente di  Mydress

D.1  - Dott. Fraboschi ci può disegnare un quadro sintetico dell’evoluzione del  mercato della moda in Cina negli ultimi anni e delle sue prospettive?

“Il numero dei consumatori cinesi è in costante aumento da ormai più di due decenni. Grazie ai cambiamenti economici e sociali in atto, si prevede che il mercato della moda triplicherá la sua portata nei prossimi 10 anni. Per questo motivo la Cina dovrebbe rappresentare un obiettivo per tutti i marchi della moda internazionali. Per citare alcuni di questi cambiamenti basti pensare all’aumento delle donne che lavorano e che quindi hanno maggiore indipendenza e potere d’acquisto. Inoltre, i giovani tra i 20 e i 30 anni, quindi nati dopo gli anni ’80 e perciò più ottimisti riguardo al futuro dell’economia rispetto alle generazioni passate, rappresentano i consumatori con la maggiore percentuale di spesa rispetto al loro salario, circa il 40% di quest’ultimo viene speso in prodotti di abbigliamento, accessori e cosmetici.

D.2 - Quali sono le modalità di acquisto tipiche del consumatore cinese?

“I consumatori cinesi, che fino a trent’anni fa associavano il lusso a qualcosa di inutile e superfluo, sono oggi i più agguerriti consumatori di beni di lusso. E vedono nei vestiti di marca, nelle borse firmate e nelle scarpe costose un mezzo per affermare la loro indipendenza e ricchezza (o non povertà!). Come detto precedentemente, la più grossa forza di consumo è rappresentata dai giovani tra i 20 e 30 anni, ma anche 40 anni. Prediligono i marchi la cui riconoscibilità è garantita, ma sono anche attenti alla qualità dei prodotti che comprano. Negli ultimi anni una buona percentuale dei loro acquisti si é spostata on-line. Oggi circa il 50% dei consumatori online afferma di fare almeno un’acquisto a settimana mentre il restante 50% afferma di farne da 1 a 3 al mese. Le principali ragioni per cui si prediligono gli acquisti online sono la grande varietà di prodotti, la possibilità di comparare i prezzi e la convenienza, ma spesso l’interesse agli acquisti online nasce dalla semplice ricerca di informazioni. La stragrande maggioranza dei consumatori dichiara di consultare la rete prima di effettuare un acquisto.”

“É giovane, di etá compresa tra i 20 e i 35 anni e residente in una delle principali cittá, come Shanghai, Pechino o Shenzhen. Ha probabilmente studiato all’estero e questo lo porta ad una maggiore conoscenza e sensibilitá rispetto ai marchi internazionali. Fa un grande uso di social network che hanno una grande influenza sulle decisioni di acquisto. L’abbigliamento è la principale categoria di acquisto online che arriva a coprire il 50% del totale degli acquisti online fatti dai cinesi, seguita da accessori, cosmetici e orologi. Si tratta di beni di lusso e, non a caso, i più noti marchi internazionali stanno concentrando importanti investimenti proprio in Cina ed in tempi recenti buona parte di questi è rivolta ai canali di vendita online, attraverso accordi con piattaforme di e-commerce, per rendere l’acquisto online più soddisfacente, veloce e sicuro.”

D.3 - Mi sembra di intuire che in Cina ci sia una grande dinamicità degli utenti on-line. Quali sono gli strumenti che utilizzano per comunicare/informarsi/acquistare?

“I consumatori cinesi non hanno grande fiducia nella pubblicità e nelle notizie, perchè vengono associate alla propaganda governativa. Ecco perché le raccomandazioni di recensioni online e gli spunti dei social network diventano di estrema importanza.
Il 95% di coloro che usano internet vive nelle città del Tier 1,2 e 3 e sono iscritti ad almeno un social network. E sono anche molto attivi per il tempo che vi trascorrono! Più del 40% delle persone che fa acquisti online pubblica recensioni sul web,  circa il doppio rispetto agli americani. I social media preferiti sono prevalentemente locali, anche per questioni di censura nei confronti di Facebook, Twitter e Youtube. Pertanto conoscere questo immenso spazio diventa di fondamentale importanza per chiunque tenti di approcciare i consumatori cinesi.”

D.4 – Una delle maggiori criticità delle piccole e medie imprese italiane del settore tessile e abbigliamento è quella di disporre di risorse limitate da investire per sostenere e affermare il proprio brand nei mercati esteri. In questo scenario, dott. Fraboschi, quali sono le le opportunità da cogliere e le criticità da affrontare per le aziende italiane del settore che vogliono sbarcare in Cina?

“Il mercato dell’abbigliamento è in forte crescita, si stima cresca di circa il 30% all’anno. I consumatori cinesi riconoscono nei marchi internazionali una maggiore qualità e quindi sono predisposti all’acquisto di brand d’oltreoceano e italiani in particolare, in quanto noti per eleganza, design e artigianalità. Le opportunità sono una certezza per le aziende italiane, ma il mercato cinese è estremamente eterogeneo e per avere successo è indispensabile conoscere, pianificare ed eseguire azioni mirate. Personalmente ritengo che soluzioni di e-commerce accompagnate da un’accurata campagna di comunicazione sui nuovi media sociali (molto meno costosi e sicuramente più virali di quelli tradizionali) possono rappresentare un’effettiva opportunità per le piccole e medie imprese. Opportunità per fare acquisire fiducia e riconoscibilità ad un nuovo marchio con investimenti limitati rispetto a quelli che normalmente sarebbero richiesti per sbarcare e farsi conoscere ed apprezzare in un nuovo mercato.”

D.5 – Quali sono allora i principali portali di e-commerce in Cina?

“Ci sono gia’ diverse piattaforme di e-commerce in Cina. Sicuramente il portale di e-commerce più popolare è taobao dove si può acquistare dall’abbigliamento all’elettronica di consumo, ma ne esistono altri come 360buy, mogujie, mydress. Quest’ultimo,  in particolare, si differenzia da tutti gli altri in quanto consente la cosiddetta “social shopping experience“. In pratica, promuove le reti sociali e dà la possibilità agli amici di caricare e condividere i propri scatti di moda, i loro commenti, gli stili o le collezione preferite e consente l’utilizzo della moneta virtuale, direttamente dallo smartphone.  Tutto ciò significa, in buona sostanza un potenziale di visibilità elevatissimo, in quanto le persone possono condividere con la propria rete di amici, i loro acquisti e le loro preferenze.

Pensiamo che Mydress ogni mese è visitato da circa 380.000 persone e sono in continua crescita. [ Ulteriori informazioni su mydress si possono trovare a questo sito http://www.mydresscina.wordpress.com - NDR]

Per questo dicevo che questi nuovi canali di vendita possono rappresentare una grande opportunità per le piccole e medie imprese italiane che vogliono farsi conoscere e affermare il proprio marchio in Cina.”

Dott. Fraboschi la ringraziamo per la disponibilità e la invitiamo, visto che l’argomento è appassionante e molto ampio, a rendersi disponibile per ogni eventuale dubbio o approfondimento.

“Certamente!”

E tu, cosa ne pensi?
Facci conoscere la tua esperienza e/o poni le domande sul mercato della moda in Cina direttamente al Dott. Fraboschi che, al netto del fuso orario (+6 ore), si è reso disponibile a rispondere ;)

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