La produzione diventa più “intelligente” con l’Internet delle Cose

S4P MARKETING CONSIGLIA.

La parte più consistente della seconda rivoluzione digitale viene rappresentata dall’Internet delle cose (Internet of Things, IoT), cioè l’estensione del web al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti, con l’impiego di tecnologie che permetteranno a quasi tutti gli oggetti comuni di connettersi e comunicare con molteplici altri oggetti, persone o software via Internet.Queste tecnologie potrebbero rafforzare la produttività, renderci più sani, migliorare l’efficienza dei trasporti, ridurre il consumo energetico, migliorare l’agricoltura e anche rendere le nostre case più comode e sicure.

Con la proliferazione e la combinazione di dispositivi a banda larga e mobili, che stanno spianando la strada per un mondo totalmente connesso, alcuni settori hanno già iniziato la realizzazione dell’internet degli oggetti in materia di infrastrutture pubbliche, come, ad esempio, edifici “intelligenti”, città “intelligenti”, trasporti “intelligenti” e soprattutto sanità “intelligente”, il tutto in un’ottica di realtà “intelligente”. (Nell’articolo originale viene usato il termine smart [N.d.T.])

Oggi in quasi tutto il mondo sviluppato, il panorama della produzione si sta rapidamente evolvendo. Per l’industria, sfruttare i progressi nel campo dell’intelligenza elettronica consent di migliorare notevolmente il processo produttivo. L’attrezzatura in grado di misurare e modificare i processi, insieme  alle fabbriche in grado di comunicare tra loro su una vasta area, forniscono una maggiore efficienza e flessibilità, mantenendo bassi i costi di produzione e migliorando la qualità, l’affidabilità, la consistenza e la sicurezza. Anche se è in aumento un certo numero di casi in cui l’Internet delle cose è stata accolta con successo, i produttori su una scala molto più ampia finora sono stati in gran parte reticenti ad adottare i progressi tecnologici e le opportunità che offre.  Ad oggi, infatti, tra i 1.400 business leader mondiali intervistati, solo il sette per cento ha sviluppato una strategia globale degli oggetti con investimenti da abbinare.

Un altro fattore che trattiene potenzialmente dall’adozione dell’IoT potrebbe essere, per le persone, la risposta della società a vedere i suoi dati e le attività personali monitorati e analizzati in modo molto più dettagliato, e, per le industrie, problemi di sicurezza e la minaccia per le proprietà intellettuali delle imprese.

Le industrie probabilmente non si vogliono impegnare troppo con l’Internet delle cose sia a causa dei costi proibitivi, sia per la difficoltà di applicarla allo scopo di generare nuovi flussi di entrate, con le aziende che si focalizzano più sull’utilizzo degli oggetti per fare guadagni di efficienza, per aumentare la produttività dei dipendenti e per ridurre le spese operative. La  IoT è già qui, ma il suo pieno potenziale economico sarà raggiunto solo se le aziende si andranno oltre l’utilizzo della tecnologia digitale per ottenere guadagni di sola efficienza, sbloccando il valore dei dati per creare nuovi mercati e flussi di entrate.

Questo significa cambiare radicalmente il modo di fare business, lavorando con i concorrenti, formazione di partnership con altre industrie, ridisegnando le strutture organizzative e investire in nuove competenze e talenti. (Traduzione e Adattamento di L.M.)

S4p Marketing Internet-of-Things

Fonte: http://www.themanufacturer.com/articles/manufacturing-smarter-internet-things/

S4P MARKETING CONSIGLIA è la nuova rubrica del nostro blog. Ogni venerdì, i 3 articoli, guidicati da noi più interessanti, presi dal web e pubblicati sui nostri profili Social verranno recensiti in questa sede e riproposti. Per informazioni e/o suggerimenti scriveteci o contattateci sui nostri Social!

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