6 errori comuni di design per il marketing da evitare

S4P MARKETING CONSIGLIA.

S4p Marketing errori design marketing

I professionisti del marketing trovano spesso nuove soluzioni per le modalità con cui pubblicizzare eventi, prodotti e servizi. La maggior parte delle soluzioni comportano un design (banner, documenti ufficiali, poster, infografiche, banner per le e-mail, e pagine web tra gli altri). Il più delle volte queste sono esattamente ciò di cui una campagna di marketing ha bisogno, ma a volte tutto ciò dà il design per scontato. La campagna potrebbe avere tutti gli elementi visivi giusti, tutte le informazioni necessarie e il pubblico giusto, ma con una migliore comprensione sia del design che dell’interazione/psicologia dell’utente, potrete elevare il design da “dato per scontato” a potenziatore della campagna di marketing. Tra i vari motivi per cui una campagna di marketing potrebbe essere poco o per niente efficace (povera di messaggi, scarso approccio da parte del venditore, ecc), il design è una variabile che può rafforzare o indebolire tutti gli aspetti della stessa. Il suo messaggio ed il suo pubblico potrebbero essere perfetti, ma tutto il tempo e l’energia impiegati nella campagna potrebbero essere sprecati per colpa di un colore che sia troppo luminoso o di un tipo di carattere che sia troppo grande. Gli utenti hanno la capacità di attenzione di una ciambella e possono respingere un annuncio, semplicemente perché avete scritto “rivoluzionario” in maiuscolo ed in color verde brillante.

Qui ci sono sei errori comuni di design che dovrebbero essere evitati in una campagna di marketing.

1. UN CONTRASTO RELATIVO.

Durante la progettazione dei materiali iniziate quasi sempre con il layout, per poi passare allo stile visivo e successivamente ai più piccoli dettagli come i caratteri, le immagini, i colori ecc. E’ facile perdersi nella scelta di bei caratteri, dei colori e della disposizione degli elementi, per poi dimenticare di rivedere il disegno complessivo nel suo insieme e regolare tutti gli elementi nel loro spazio visivo uno per ciascuno rispetto agli altri. Certo, potreste avere implementato tutti gli elementi essenziali della campagna, ma ora è una questione di creare un racconto visivo per gli spettatori che la seguono, una sorta di organigramma. E’ difficile attenuare alcuni aspetti del design quando temete che ogni elemento possa essere importante quanto il prossimo. La magia di disegnare le cose con diversi contrasti è che uno degli elementi visivamente di spicco può portare gli occhi dell’utente verso il secondo elemento più importante, che a sua volta porta i loro occhi al terzo elemento, e così via fino al CTA. Ogni elemento dovrebbe abbastanza distinto da essere notato, ma senza soffocare la parte più importante. Mostrate al vostro utente il percorso e fateglielo percorrere.

2. TROPPI CTA.

Parlando di CTA. “Clicca qui per registrarti!”, “Guarda la nostra nuova funzione!”, “Iscriviti ora!”, “Leggi il documento ufficiale”, “Ulteriori informazioni su questo evento!”. Dov’è che un utente dovrebbe cliccare su per primo? Se non fosse che questa è esattamente il tipo di domanda che non dovreste chiedere. La domanda che ci dobbiamo porre è: “Qual è la via più facile che possiamo creare per fare in modo che il nostro pubblico acceda alle cose di cui hanno bisogno?”. Questo non vuol dire che agli utenti non dovrebbe essere data una scelta tra due CTA, ma invece di creare un layout come un labirinto, mostrate al vostro utente il percorso e accompagnatelo.

3. UN SOVRACCARICO DI IMMAGINI.

Nello stesso ambito di avere troppi percorsi d’azione disponibile, l’utente non dovrebbe inoltre essere bombardato da troppi elementi visivi contemporaneamente. Anche con un contrasto ed un percorso d’azione perfetti, un utente potrebbe ancora allontanarsi da una campagna semplicemente perché c’erano troppe immagini dietro al testo o troppo testo stipato in un piccolo annuncio di 300 × 250 pixel. Allo stesso modo di come possa essere difficile ridurre la priorità visiva di un elemento, qualora fosse ancora una priorità visiva, è difficile rimuovere immagini/grafica e smorzarli. Il più delle volte, una bella immagine, che rappresenti il messaggio della campagna, è meglio di due immagini perfette per la vostra campagna. Ogni volta che riempite il campo visivo dell’utente, state diminuendo l’efficacia del layout complessivo. Due immagini perfette sono ora due immagini perfette all’interno di una campagna scialba.

4. UN’ACCOZZAGLIA DI CARATTERI DIVERSI NELLA GERARCHIA VISIVA.

Immaginate di star cercando di comunicare all’utente tre parti specifiche di informazioni. C’è un titolo che attira l’attenzione dell’utente, c’è una riga di testo che fornisce una visione più profonda e poi c’è un invito all’azione. Ora immaginate che la totalità del layout di design utilizzi tre tipi diversi di font, ciascuno con tre diverse dimensioni dei caratteri, tre diversi colori ed alcuni elementi in corsivo o grassetto. Questi tre elementi distinti nella gerarchia visiva, che ha dato una buona struttura logica all’utente, sono ormai divisi in circa 20 diversi tipi di carattere, ognuno con una diversa priorità visiva rispetto agli altri 20 stili dei caratteri. E’ difficile determinare la priorità visiva nel tempo limitato con cui un utente interagisce con una campagna, così usare il tipo di carattere più semplice significa meno ostacoli mentali che l’utente deve superare.

Suggerimento: E’ sempre più efficace adeguare le scelte di carattere all’intento del testo e di limitare gli stili eccessivi, piuttosto che mettere l’accento sulle parole nelle frasi. Naturalmente, non fate l’errore opposto con gli stili dei caratteri e limitarvi ad un solo tipo di font, di colore e di stile. Ci saranno sempre almeno due livelli di priorità di caratteri se avete intenzione di includere un CTA.

5.  ELEMENTI TROPPO STILIZZATI.

Anche il design più semplice può essere ancora difficile da elaborare per un utente, per il solo fatto di avere degli elementi eccessivamente stilizzati. Potreste avere un design che sia solo una riga di testo ed un invito all’azione, ma è facile interpretare male questa semplicità come la necessità di avere più elementi. E’ questo processo di pensiero che cambia lo sfondo con l’avere un gradiente, il pulsante CTA con l’ottenere un bordo, il tipo di carattere con l’avere un ombra esterna e con l’inserimento di un’immagine casuale messa tra i due per divertimento: tutte modifiche futili che causano un’occasione mancata di creare un design elegante con minimalismo.

“Un designer sa di aver raggiunto la perfezione non quando non c’è più nulla da aggiungere, ma quando non c’è più nulla da togliere.” Antoine de Saint-Exupery

6. COERENZA E DEVIAZIONE DAL BRAND E DALLO STILE.

Alla fine della giornata, con tutti gli elementi di design considerati in ogni campagna progettata individualmente, ci deve essere ancora un filo di coerenza tra tutte le parti che si riferiscono alle convenzioni ed agli standard del brand dell’azienda. Questo aiuta a mantenere una comprensione del vostro messaggio ed un’identità attraverso l’esperienza del prodotto. In casi particolari, tuttavia, è necessario rompere le regole di design e di branding per soddisfare una specifica campagna di marketing, e questo deve essere incoraggiato qualora possa migliorare quella specifica campagna. Come vantaggio, la deviazione dal branding aiuta ad evitare il ristagno in modo che gli utenti possano avere la possibilità di una nuova prospettiva sui vostri prodotti/servizi. Il trucco è quello di rompere le regole in un modo che mantenga ancora almeno una certa familiarità con l’identità del marchio, al fine di evitare la completa alienazione del vostro pubblico dal vostro brand. (Adattamento e traduzione di L.M.)

Fonte: https://marketinginsidergroup.com/content-marketing/6-common-design-mistakes-avoid-as-marketers/

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