Come i brand dovrebbero esprimersi sui social

S4P MARKETING CONSIGLIA.

S4p Marketing Brand esprimersi Social Media

E’ difficile sapere quando entrare in una conversazione in un raduno, in particolare quando si tratta di uno un po’ triste. Ma i migliori marketer stanno imparando che la promozione di una stretta relazione con i clienti nei social media oggi significa imparare a sapere quando entrare in una conversazione … e quando abbandonarla.
I social media sono una parte integrante del tessuto sociale da diversi anni, per questo motivo si sono iniziate a stilare delle norme. Ciò significa anche che molte delle lezioni tenute sono legate alle aspettative della società, piuttosto che a quelle commerciali. Pertanto, i marketer devono essere aggiornati su come una storia si sviluppi e devono trattare i clienti con la stessa empatia che mostrerebbero nella vita di tutti i giorni.

In tempi di lutto, i collegamenti devono essere naturali.

Un fattore chiaramente da considerare è di non lodare eccessivamente il vostro prodotto o il vostro servizio. Chevrolet ha fatto un buon lavoro con il suo annuncio in omaggio all’artista Prince, che è morto all’inizio dell’anno scorso. L’annuncio mostrava una Corvette Stingray del 1963, come cenno al successo del cantante “Little Red Corvette“. La scelta di un vecchio modello di Corvette, piuttosto che una di attuale generazione sul mercato, ha mantenuto la pubblicità come un promemoria di buon gusto, piuttosto che una spinta diritta sul prodotto.
Ironia della sorte, due società nello stato natale di Prince, il Minnesota, 3M e General Mills, sono state criticate per i loro omaggi, una immagine del logo di 3M in viola con una lacrima ed un tweet di General Mills con un messaggio viola “Rest in Peace“, con un Cheerio a sostituire il puntino sopra la lettera “i”. I critici hanno ritenuto che entrambi i messaggi fossero in un tono troppo commerciale ed inopportuno per il momento.

Concentratevi sui problemi, non solo sulle persone.

I problemi sociali sono una parte della vita. A volte gli individui coinvolti nei dibattiti abbracciano tali questioni. Dato come i social media possano spingere un dibattito in direzioni inaspettate, i professionisti del marketing devono esaminare il punto di vista delle loro organizzazioni sui problemi, piuttosto che sulle persone specifiche, e poi prendere una posizione quando necessario.
Impegnarsi in alcune controversie può essere un rischio accettabile per un’azienda, a seconda della sua reputazione tra i suoi clienti. Ben & Jerry Ice Cream ha preso una posizione pubblica sulla brutalità della polizia, sostenendo il movimento Black Lives Matter. Fino ad oggi, le vendite non hanno avuto un impatto sfavorevole, anzi, la reputazione del brand di fare dichiarazioni sui social (come ad esempio nella sua lettera aperta al Presidente eletto Donald Trump) ha mantenuto la sua base di clienti progressivamente coinvolta con il prodotto. Identificandosi con una causa, hanno trovato un modo per stimolare i clienti che sostengono quegli stessi valori.

Mai rispondere alle questioni negative col brand.

[...] Quando un’azienda viene identificata con uno specifico candidato politico o con un personaggio pubblico, l’associazione sposta l’attenzione del cliente dal brand di tale impresa ad una persona con cui non riescono ad identificarsi. E in ultima analisi, costringe i clienti a decidere se sostenere o no tale attività. La menzione di un prodotto o di un servizio in un modo che non sia in sintonia con un marchio costringerà la vostra azienda a prendere dei provvedimenti.

Guardate prima di buttarvi (e di twittare).

Commentare con un hashtag significa unirsi alla discussione che viene associata a quell’hashtag. I brand devono essere sicuri di testare le acque di discussione prima di saltarci dentro. DiGiornio Pizza non l’ ha fatto, ed è atterrato in acque bollenti nel 2014, quando ha commentato un hashtag #WhyIStayed prima di rendersi conto che fosse destinato ad una discussione sulle violenze coniugali. La compagnia si è scusata per il suo tweet stravagante.
I professionisti del marketing possono organizzarsi monitorando un hashtag in una colonna dedicata su Hootsuite o su Tweetdeck. Fare ciò può aiutare i marketer a vedere quale filo di discussione si stia sviluppando.
Se l’hashtag fosse un anagramma, il professionista del marketing dovrebbe verificare un sito sulle definizioni prese dagli utenti come Tagdef. Il sito può indicare come l’hashtag venga definito e utilizzato, contribuendo ad evidenziare se un anagramma possa avere un significato alternativo per lo slang.

Tenete nota delle lezioni apprese.

Le aziende dovrebbero mantenere un archivio di lezioni o di best practice. Quest’ultimo può essere salvato su qualsiasi mezzo, ma deve essere tenuto in un’applicazione di facile accesso, almeno per il vostro team, e in condivisione in caso di necessità. Può essere un notebook dedicato agli articoli salvati su Evernote, un canale con i file puntati su Slack, o anche un semplice elenco di URL e note in un documento Word.
Rivedere queste note può aiutare i marketer ad aumentare il loro quoziente d’intelligenza emotiva con i clienti, perché possono vedere le pratiche che migliorano o degradano il collegamento. L’attuazione delle idee di cui sopra può mostrare ai professionisti del marketing come funzionino davvero le relazioni reali con clienti reali. Si tratta di quelle connessioni che mantengono le persone a parlare positivamente per un lungo periodo di tempo. (Adattamento e traduzione di L.M.)

Fonte: http://www.dmnews.com/social-media/how-brands-should-express-themselves-on-social/article/579688/

S4P MARKETING CONSIGLIA è la nuova rubrica del nostro blog. Ogni venerdì, i 3 articoli, giudicati da noi più interessanti, presi dal web e pubblicati sui nostri profili Social verranno recensiti in questa sede e riproposti. Per informazioni e/o suggerimenti scriveteci o contattateci sui nostri Social!

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