I pericoli dei Social media per i Brand

S4P MARKETING CONSIGLIA.

S4p Marketing pericoli social media

I social media vengono spesso pubblicizzati come salvezza per il marketing, come uno strumento che permetta ai brand di connettersi con i consumatori in modo rapido e personale. Vediamo i social media portare le nuove aziende e gli individui alla ribalta delle discussioni su tali piattaforme e conquistare i consumatori fedeli in momenti chiave, come l’Oreo che ha twittato “inzuppate al buio”durante il blackout del Superbowl 2014. Spesso, tuttavia, è sconosciuto come i social media possano essere la fonte di un furto infelice o della completa scomparsa di un marchio.
Con 2,3 miliardi di utenti sui social in tutto il mondo, c’è una pressione innegabile per avere una forte presenza ed una rapida risposta ad ogni tendenza e opportunità in essi. Sì, questi utenti hanno un valore inestimabile per i brand, ma rappresentano anche 2,3 miliardi di rischi per l’identità di un marchio di essere sottratta dai consumatori confusi o dai concorrenti più strategici.

I professionisti del Marketing pretendono di più che dei contenuti notevoli, questi hanno bisogno di accedere e di condividerli con grande velocità.

In una recente ricerca di mercato, il 50% dei marketer ha dichiarato che la loro sfida più grande durante il picco del periodo natalizio sia la creazione di un contenuto che sia migliore e più veloce rispetto a quello dei loro concorrenti. I social media spesso sono identificati come una soluzione veloce, con il risultato che troppo spesso viene utilizzato davvero poco o ancora meno tempo per cercare una strategia su di essi che corrisponda alle attuali linee guida del brand.
Prendiamo, per esempio, Vera Bradley. Questo autunno, il venditore di articoli femminili ha lanciato una campagna incentrata sull’hashtag #itsgoodtobeagirl (è bello essere una ragazza, N.d.T.). E’ stata pensata per essere una serie di video d’ispirazione e di citazione progettati per rappresentare ciò che sia stato importante e di valore sulle donne. Nonostante che in teoria fosse un’idea potente, la campagna si è rivoltata a sfavore, visto che le immagini di supporto, condivise attraverso Twitter e Instagram, sono state ritenute come delle raffigurazioni poco profonde e sessiste sulle donne. Il marchio ha investito molto in un concetto forte per una campagna, ma quando è diventato un contenuto ed una strategia sui social media, il brand ha fatto fiasco.

I social media possono aiutare una campagna a diventare virale; ma possono anche uccidere una campagna e infangare un brand.

Le immagini della suddetta campagna ha fatto in modo che gli utenti dei social media, che siano stati in precedenza acquirenti di Vera Bradley o no, abbiano dato giudizi rapidi ma sbagliati su ciò che il marchio rappresentasse. Non sono riusciti a vedere il vero messaggio dietro la campagna e hanno perso di vista i valori che esistevano all’interno dell’azienda, in sostanza, facendo in modo che il brand fosse dirottato e travisato da una campagna che non è riuscita a creare una corrispondenza con la sua identità esistente. Vera Bradley è stato costretto a rivedere la campagna con immagini modificate che risultassero più adeguate con le sue linee guida con l’attestare il valore delle donne oltre le loro scelte di moda. Anche se hanno salvato la campagna, non si sa se il marchio si sia fatto perdonare per la reputazione negativa ed alterata che ha fatto allontanare molti consumatori.
I professionisti del Marketing devono essere consapevoli dei rischi enormi che i social media possono presentare. Le campagne negative o difettose occupano parecchie risorse per essere risolte e un’identità fraintesa del brand non può mai essere in grado di essere riparata. I brand marketer devono essere consapevoli che gli utenti dei social media non vedono il contenuto in modo olistico e invece prendono delle decisioni sul marchio sulla base delle singole parti del contenuto. L’utente medio non ha né il tempo né la voglia di prendere in considerazione il modo in cui un brand arrivi alla sua campagna, il loro consumo di contenuti digitali è solo superficiale. Per tutto il tempo richiesto, i professionisti del marketing dovrebbero vedere i social media non solo in termini di opportunità, ma anche attraverso la lente delle sue potenziali minacce. (Adattamento e traduzione di L.M.)

Fonte: http://www.dmnews.com/social-media/social-media-is-dangerous-for-brands/article/627845/

S4P MARKETING CONSIGLIA è la nuova rubrica del nostro blog. Ogni venerdì, i 3 articoli, giudicati da noi più interessanti, presi dal web e pubblicati sui nostri profili Social verranno recensiti in questa sede e riproposti. Per informazioni e/o suggerimenti scriveteci o contattateci sui nostri Social!

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