Come proteggere il vostro brand dalle fake news

S4P MARKETING CONSIGLIA.

S4p Marketing Fake News

Le fake news (cioè le false notizie che girano soprattutto sul web, N.d.T.) hanno dominato le elezioni americane del 2016 e la conversazione su di esse è ancora consistente. Cosa sono le fake news? Dove sono? Come possono i consumatori vedere la differenza tra ciò che sia vero e cosa no? Queste domande sono all’interno di tutti i media, che la gente oggi divora, e per i professionisti del marketing digitale, la trappola delle notizie false può avere un prezzo eccessivamente alto.

Ridurre la fiducia dei consumatori.

La fiducia verso i media è scesa notevolmente negli ultimi anni, soprattutto tra i giovani adulti. Un sondaggio di ricerca sulla rete ha rilevato che la fiducia nelle informazioni mediatiche è scesa del 38% tra i 18 ed i 34 anni. L’indagine suggerisce inoltre che le persone oggi sono più caute con i media online rispetto agli anni passati. I lettori online non possono essere sicuri se la storia che stanno leggendo sia vera o su misura per consentirgli di essere d’accordo con una certa prospettiva. Anche se le conversazioni sulle fake news potrebbero aver avuto una forte spinta negli USA, il tema è rilevante in tutto il mondo. La ricerca sulle abitudini dei consumatori nel Regno Unito suggerisce che la fiducia nei media all’estero sia scarsa, come avviene in Nord America. Secondo Outbrain, il 64% degli intervistati britannici si fidano delle notizie da parte degli editori tradizionali, mentre solo il 9% crede alle fonti dei social media. Per i brand ed i loro marketer, nulla è più fondamentale della fiducia dei consumatori. Lo stesso studio di Outbrain ha rilevato che il 77% degli intervistati accetta contenuti dai marchi famosi, mentre solo il 67% crede ai contenuti degli amici sui siti di social media. Lo studio suggerisce inoltre che i consumatori trovino gli annunci più credibili quando appaiano su siti che già conoscono. Ma cosa succede quando la pubblicità di un brand affidabile appare su siti considerati fuorvianti? Tipicamente, gli annunci vengono posizionati in base ai dati dell’utente rispetto al contenuto del sito. Quindi, i marchi creano una “lista nera” di determinati siti, assicurandosi che i loro annunci non appaiano su quelli che non si allineano con i loro valori. Ma a causa del grande numero di siti web, è possibile che ai brand inavvertitamente gliene sfugga uno e che i loro annunci siano pubblicati su un sito con una bassa reputazione. Mentre i professionisti del marketing digitale sanno che un sistema di società di terze parti sta tra loro ed i siti web su cui fanno pubblicità, i consumatori non lo sanno o semplicemente non se ne preoccupano. La corsa per capitalizzare i dati mirati ha creato delle opportunità per delle sponsorizzazioni indirette non intenzionali per cambiare l’opinione del consumatore. Con i consumatori che sono più coscienti quando prendono decisioni di acquisto, la colpa per associazione può avere delle conseguenze reali.

Combattere contro le fake news.

Purtroppo le imprese come Facebook e Google non dispongono di un pulsante magico che filtri le notizie false. Ciò significa che spetta ai professionisti del marketing digitale garantire che i loro brand non si presentino accanto a contenuti fasulli o altrimenti dannosi. Le aziende possono combatterli restando vigilanti sulla loro presenza online. Ricercare regolarmente il nome del marchio, impostare degli avvisi per ogni menzione online e segnalare dei siti web dannosi può aiutare i brand a distanziarsi dai contenuti nocivi. Alcune piattaforme, come AppNexus, prendono misure proattive per impedire che i loro annunci compaiano accanto a dei contenuti falsi. Utilizzando degli strumenti preventivi e misurando come i consumatori rispondano alle fake news, i marchi possono rapidamente intervenire quando qualcosa vada male. Tuttavia, questo non è sufficiente per garantire che le notizie false non avvelenino un’immagine del brand altrimenti sana. I falsi siti web continueranno a racimolare fino a 30.000 dollari al mese, a meno che i marchi non si attengano in modo proattivo a garantire che i loro annunci non appaiano mai su di loro. Ogni dollaro che va a quei siti che “costruiscono” le notizie è un dollaro che non sta andando ad un sito legittimo che possa aiutare i marketer a costruire i loro brand. Ma cosa possono fare i marchi quando anche alle migliori agenzie di media sfugga qualche caso fraudolento e le liste nere dei siti non risultino infallibili?

Difendere il brand.

Per vincere veramente la lotta contro le fake news, i brand devono diventare degli inserzionisti migliori. Hanno bisogno di creare degli annunci più mirati per evitare di parlare al pubblico sbagliato e di perdere la fiducia dei consumatori che hanno già. E se i marchi vogliono creare degli annunci mirati che funzionino, dovranno imparare ad amare Facebook e Google. Facebook e Google attualmente prendono l’85% dei soldi per le nuove strategie di marketing digitale spesi negli Stati Uniti, perché hanno le migliori piattaforme ed  i migliori dati. Queste quattro strategie consentiranno ai professionisti del marketing di utilizzare le proprie risorse per creare la migliore impressione del brand, limitando le opportunità per i falsi siti di notizie di distruggere la loro immagine:

  1. Usate dei filtri più intelligenti. Nessuno ha più dati sugli utenti di Facebook; i marketer dovrebbero usare questo a loro vantaggio. Filtrate per interessi, demografia e posizione per mettere il contenuto davanti al pubblico giusto. Non cercate di fare pubblicità a tutti: scegliete e prendete le nicchie che abbiano senso. Usate la funzione “lookalike audience” per espandervi verso l’esterno a partire dalle segmentazioni di successo.
  2. Mantenete alte le apparenze. Quando la gente cerca su Google e fa clic sul link di un’azienda, cosa vedono? Se incontrano una pagina web piena di annunci e di titoli spaventosi, potrebbero avere l’impressione che il sito di un brand non sia affidabile e se ne vanno. Google utilizza questo tasso di rimbalzo per classificare i risultati della ricerca, per cui i marchi devono mantenere i loro siti web in cerca di professionisti per evitare di posizionarsi più in basso.
  3. Incoraggiate la condivisione su Facebook. La potenza della pubblicità tramite il passaparola per i professionisti del marketing digitale non può essere un esagerazione. Quando gli amici consigliano i brand affidabili, la fiducia in questi decolla. Un sondaggio di Nielsen ha scoperto che l’84% degli intervistati ha trovato più affidabili le raccomandazioni dei loro amici e delle loro famiglie. I marketer non possono rimuovere le notizie false dai feed degli utenti, ma possono incoraggiare a mettere i “mi piace” e a condividere di Facebook per guadagnare la fiducia dei consumatori in anticipo.
  4. Provate, misurate e poi provate di nuovo. Provate delle nuove strategie e misurate i loro effetti su vari segmenti. Cosa succede se un brand ha funzionato con una campagna per dispositivi mobili? Cosa succede se ha modificato il posizionamento degli annunci? Cosa succede se ha destinato diverse campagne agli utenti in base alle variabili di coinvolgimento? Più i marketer affinano le loro strategie secondo dei dati misurabili, meglio saranno i loro risultati.

I professionisti del marketing digitale non devono avere la capacità investigativa di un giornalista per tener lontano i loro brand dalle fake news. Devono semplicemente seguire queste strategie, limitare le loro opportunità di esserne esposte e rimanere vigili per assicurare ai consumatori la fiducia nei loro marchi. (Adattamento e traduzione di L.M.)

Fonte: http://www.chiefmarketer.com/4-tips-to-protect-your-brand-from-fake-news/

S4P MARKETING CONSIGLIA è la nuova rubrica del nostro blog. Ogni venerdì, i 3 articoli, giudicati da noi più interessanti, presi dal web e pubblicati sui nostri profili Social verranno recensiti in questa sede e riproposti. Per informazioni e/o suggerimenti scriveteci o contattateci sui nostri Social!

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